
BOTTEGHE A RACCOLTA
Un inventario di quello che siamo ad uso futuro
a cura di Flavia Armenzoni, Beatrice Baruffini, Riccardo Reina
invenzione inventari Beatrice Baruffini, Yele Canali Ferrari, Riccardo Reina
coordinamento Flavia Armenzoni
organizzazione e comunicazione Angela Forti
allestimento scenotecnico Andrea Bovaia
allestimento illuminotecnico e fonico Bruno Ilariuzzi
in Bottega Beatrice Baruffini, Giulia Canali, Yele Canali Ferrari, Agnese Scotti, Riccardo Reina
Il progetto Botteghe a raccolta prevede la realizzazione di un itinerario atipico, fatto di luoghi in cui la cittadinanza è invitata a lasciare una traccia di sé per raccogliere parole importanti, cose perdute, errori, desideri e attese. Una riflessione comunitaria e partecipata in cinque tappe: ogni tappa prevede un piccolo rito per creare insieme un grande inventario di ciò che siamo, da consegnare in eredità ai prossimi umani. La bottega diventa luogo di scambio, depositario di un ritratto poetico collettivo da custodire e ricordare.
Nelle Botteghe a raccolta non si va per ricevere ma per dare, e per ottenere qualcosa di sorprendente e inaspettato: le esperienze di ognuno diventano preziosa merce di scambio, da catalogare, raccogliere, ascoltare e riordinare. Botteghe a raccolta si rivolge attivamente alla cittadinanza e nasce per accostare l’arte al commercio di prossimità, per valorizzare, migliorare e arricchire l’esperienza di frequentazione dei centri storici e per stimolare la riqualificazione e rigenerazione delle zone commerciali di prossimità secondo una prospettiva inedita.
Cinque negozi temporaneamente affidati a cinque bottegai: cinque artisti che si impegneranno a raccogliere, secondo le modalità proprie della relazione teatrale e del metodo esperienziale, tutti quei tratti che riteniamo costitutivi dell’umanità che siamo oggi, da conservare e tramandare a futura memoria. Verranno così realizzati cinque cataloghi fantastici: dei desideri, degli errori, delle cose perdute, delle attese e delle parole importanti. Ogni bottega raccoglie oggetti, voci, immagini e testimonianze, e diventa così dimora di un inventario poetico da visitare e, insieme, spazio performativo in cui agire e lasciare un segno di sé.
Le botteghe
Bottega delle parole importanti
Siamo un insieme di parole.
Ognuno di noi
ha parole che non ha mai detto e parole care.
Ci chiediamo che parole vogliamo salvare,
e in questa bottega diventiamo custodi di una lingua che si tramanda e si rinnova
di generazione in generazione.
Così che dalla superficie di un segno
possiamo salvarne il contenuto.
Vogliamo sentire il peso delle parole
e trovare le radici che ci ancorano gli uni agli altri attraverso di esse.
Bottega delle cose perdute
Ariosto immagina che la Luna sia il luogo dove si raccolgono tutte le cose perdute sulla Terra; noi invece ci siamo immaginati che questo luogo sia una semplice bottega. Una volta dentro, ci si accorge subito che quella è una bottega dove non si va per acquistare qualcosa ma per lasciarlo andare per sempre al suo destino. Un archivio impossibile, capace di contenere ciò che non c’è più proprio perché non ha più l’ansia di ritrovarlo, né la fissazione di tornare a possederlo, ma solo il desiderio di ricordarlo.
Bottega degli errori
Mettere il sale al posto dello zucchero,
credere che il Sole giri intorno alla Terra,
scrivere gatto con una T.
La storia collettiva dell’umanità
si potrebbe raccontare attraverso i suoi errori.
L’errore è un’alternativa al vero
nella quale incappiamo.
È un graffio che segna il giusto,
che rompe l’ordine.
Raccogliamo gli errori per ricordarci come,
attraverso il nostro errare,
raccontiamo quello che siamo.
Bottega dei desideri
L’etimologia della parola desiderio ha a che fare con la stella, non solo metafora di ciò che ci manca, una stella è anche tutto ciò che serve per orientarsi, indica una direzione, per noi stessi e per gli altri.
Così un desiderio può indicarci una direzione e più desideri possono tracciare una mappa.
Dunque questa raccolta invertirà la rotta dei desideri spostandola da ciò che manca a ciò che abbiamo: cosa ci muove oggi, adesso?
Cosa ci tiene fermi? Cosa vorremmo smuovere?
Bottega delle attese
La nostra vita di tutti i giorni
è scandita da continue attese.
Aspettiamo l’autobus, un attimo,
che i figli escano da scuola,
che i genitori finiscano di lavorare,
il nostro turno in banca,
dal medico, alle poste.
Bisogna aspettare.
Si aspetta la pioggia, il sole, la neve,
si aspetta che il proprio amore si presenti all’appuntamento, si aspettano le scuse,
le feste, le ferie, lo stipendio.
Ma dove vanno a finire tutte queste attese?
Questo tempo sospeso, che scorre a metà tra la noia e la sorpresa? Noi ci siamo immaginati che vadano a finire tutte nella nostra bottega.
Progetto finanziato nell’ambito dei contributi ai sensi della L.R. 41/97 – annualità 2018
DGR n. 1271 del 30/07/2018
Botteghe a raccolta, promosso dal Comune di Parma – Assessorato alle Attività Economiche intende accendere i riflettori della città sull’importanza di sostenere e preservare i negozi diquartiere e rappresenta il punto di partenza di una progettualità articolata, che si svilupperà nei prossimi mesi, finalizzata a riqualificare e valorizzare le attività commerciali ed artigianali in centro storico e nei principali assi commerciali cittadini, grazie anche al supporto del Consorzio Cise del Politecnico di Milano (Laboratorio URB&COM), Iscom Group (BO), Ascom Parma, Confesercenti Parma, Apla Confartigianato, CNA Parma, GIA Parma, Confedilizia Parma, Associazione Sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari, Associazione Piccoli Proprietari Case, Unione Piccoli Proprietari Immobiliari.
Si ringraziano: Fondazione Teatro Regio, Fondazione Teatro Due, Compagnia dei Borghi per i materiali di allestimento; i proprietari dei negozi: Alberto Colarossi, Mario Girardi, Maria Meneghetti, Franco Motta, Maria Luisa Cella e Mara Franchini; Sacchetti/Consulenze Immobiliari, Duplex Immobiliare e Agenzia La Tua Attività.