Gli Omini

SBUCCI

La banana all’esterno ha un aspetto,
la sbucci e all’interno ce ne ha un altro.
Se una persona da fuori è bella,
dentro può darsi di no.
Noi umani ce l’abbiamo la buccia.
Ci sbucciamo anche noi.

“Abbiamo incontrato centinaia e centinaia di bambini delle elementari, li abbiamo ascoltati. Parlano delle loro paure, dai ragni alla guerra e delle loro sbucciature, dalle ginocchia ai
gomiti al cuore. Dicono della rabbia che li attraversa e scuote la pancia, la testa, fa partire le mani, sanno raccontare la violenza e sanno fare la pace, sanno anche che è difficile.
Riflettono sui ruoli che hanno ereditato dal mondo in cui sono nati, un mondo fragilissimo. Lottano per avere più ore di telefonino e lottano per staccare i genitori dal telefonino. Fanno un bell’esame agli adulti, ci mettono di fronte all’evidenza del nostro fallimento. E mentre ci distruggono, ci fanno anche ridere. Sbucci, doveva essere uno spettacolo scritto dai bambini per i bambini, poi ci siamo accorti che parlava proprio a noi”.

Sbucci è ambientato su un pianeta abitato da Bobbini, robottini grigi con il corpo squadrato e dal grande capo Bobby. I Bobbini sono stati sulla Terra. La missione era quella di ottenere informazioni sulla vita e sugli umani, ma sono riusciti a parlare solo con i bambini. Bobby tenterà di capire cos’è la vita, dalla prospettiva di chi sta giusto imparando le regole del mondo e il linguaggio per esprimerlo. Bobby ascolta, domanda e intanto impara. E impara così tanto che alla fine si emoziona.

Uno spettacolo de Gli Omini
Frutto di un’indagine nelle scuole elementari
Scritto con le parole dei bambini
Consigliato anche agli adulti

Si consiglia al pubblico adulto di essere accompagnato da minori di almeno 8 anni

uno spettacolo de Gli Omini / drammaturgia Giulia Zacchini / con Francesco Rotelli e Luca Zacchini

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