Lotteria degli stereotipi mescola umorismo, riflessione e improvvisazione, tratto dal libro Girls will be girls di Emer O’Toole (le plurali editrice). L’attrice, affiancata dalla sagoma a grandezza naturale del filosofo Aristotele, trascina il pubblico in un viaggio spiazzante e coinvolgente, smascherando pregiudizi di genere con un linguaggio tagliente e ironico. Il cuore pulsante dello spettacolo è l’interattività. All’entrata in sala ogni spettatore riceve un biglietto della lotteria che contiene una parola o più parole chiave, come pranzo di famiglia, rivelazione di genere, peli. Durante lo spettacolo, queste parole vengono estratte casualmente da un’urna e diventano il punto di partenza per monologhi, che con ironia e provocazione, ci mettono di fronte a stereotipi e pregiudizi radicati. L’ordine è casuale (come il privilegio, ci ricorda l’attrice) rendendo ogni spettacolo unico e irripetibile.
Poi, un giorno, dopo anni e anni di depilazioni, ho deciso di smettere. Apriti cielo! Se avessi deciso di abbracciare un ramo del terrorismo internazionale avrei ricevuto più sostegno dalle persone che mi stavano intorno. Le mie amiche scioccate, gli uomini un po’ schifati… a parole perché di fatto nessuno disdegnava il mio bosco incolto.