Pietro Giannini

LA TRAIETTORIA CALANTE

Genova, 14 agosto 2018: a Genova crolla rovinosamente il ponte Morandi con la conseguenza tragica di 43 vittime.
Il lavoro di Pietro Giannini, in forma di monologo dalla forte impronta di inchiesta civile, ci restituisce la cronaca di una tragedia annunciata. Il racconto ripercorre le tappe di una tradizione tutta italiana di incuria, malaffare, capitalismi degenerati, leggi ad personam. Il giovane attore e drammaturgo, nato a Genova nel 2000, ricostruisce la vicenda del ponte dalla sua costruzione al tragico epilogo, mettendo in fila le figure e i dettagli di una traiettoria calante, ovvero l’esito fallimentare di un’impresa costata la vita a 43 persone.

Nel lavoro si ripercorrono le tappe di quella tragica vicenda con dettagli, vicende e documenti a partire dalla costruzione del Ponte tra il 1963 e il 1967, ricostruiti insieme al Comitato Vittime Parenti Ponte Morandi. La narrazione procede dando forma a un monologo che, a tratti, risuona con toni di satira amara e crudele, ripercorrendo una storia paradigmatica del nostro Paese, tra vittime e colpevoli, demagogia e menzogne, corruzione e omissioni, cercando una motivazione a ciò che ancora oggi sembra impossibile da spiegare.

«Il crollo del ponte scatena un effetto domino che investe le persone e le cose. La traiettoria calante può accettare sul palcoscenico un solo corpo, un unico testimone inerme, un  Amleto moderno perseguitato dai fantasmi di chi era prima di lui ed ora non è più. La scena (del crimine) è nuda, niente più è rimasto; dopo le macerie, neanche più ricostruzione. In questo logorante vuoto, nell’assordante rumore dell’assenza, l’interprete può solo cercare di fuggire il buio attraverso la testimonianza, qualunque essa sia».
— Pietro Giannini

di e con Pietro Giannini / produzione Teatro Nazionale di Genova

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