Liberamente ispirato ai racconti di Edgar Allan Poe
L’idea dello spettacolo nasce dalla voglia di rendere i piccoli spettatori partecipanti attivi nella rappresentazione, di giocare insieme a loro, di stimolare la loro capacità critica e le loro abilità di discernimento. Lo spettacolo si ispira al “Teatro Lambe-Lambe“: una specifica forma di narrazione in scatola, che ha origine in America Latina intorno agli anni ’80, in cui l’intero teatro non è più grande di 40 x 50 cm, e gli spettatori possono guardare, uno alla volta, attraverso uno spioncino, per scoprire quel piccolo mondo.
La scena dunque è una piccola casa gotica in legno, un oggetto prezioso e tangibile a cui gli spettatori si avvicinano per scrutare al suo interno e scoprire gli indizi nascosti, in ognuna delle stanze. Proprietarie della casa sono tre sorelle, in scena, che chiedono aiuto al pubblico per salvare la quarta sorella rimasta intrappolata fra quelle piccole mura, quando la casa è stata rimpicciolita a seguito di un maleficio. Per liberare la quarta sorella, bisognerà scoprire il suo nome scovando in mezzo all’arredamento i numeri che corrispondono alle lettere che lo compongono. Ma per avvicinarsi alla casa è necessario prima ascoltare le storie delle anime che vi abitano e poi rispondere correttamente alle domande che verranno poste. I piccoli investigatori avranno taccuini e matite e potranno formare delle squadre per aiutarsi a vicenda.
Un colpo di scena finale però, insinuerà loro il dubbio sulla scelta da compiere: fidarsi delle sorelle, oppure no?
La scelta di portare sulla scena i personaggi di Edgar Allan Poe, mira a soddisfare una certa curiosità che i più piccoli hanno nei confronti di ciò che incute timore, attraverso le parole e lo stile narrativo del più immaginifico fra gli autori, alle cui opere ci si approccia normalmente in età adolescenziale. Ai bambini viene proposta l’opera di Poe in versione ridotta e semplificata che, rimanendo fedele allo stile e al linguaggio, tenta di rendere loro accessibile tutto il mistero e la complessità dell’animo umano che emergono dai suoi racconti.
Nella società odierna i giovani sono sovraesposti alla violenza e all’orrore, e non sempre sono disponibili per loro strumenti efficaci all’elaborazione di emozioni correlate a tale esposizione, quali la paura e l’ansia. Nello spettacolo il tema dell’orrore viene filtrato dalla scenografia e dal medium letterario, con l’obiettivo di aiutare i più piccoli a comprendere che il “male” può essere contenuto e che ognuno di noi può fare la sua parte per combatterlo. Ed è questa la missione affidata ai piccoli spettatori: combattere la paura e il terrore del “male” con le armi dell’astuzia e della collaborazione.
